Stavo danzando con un uomo, chiacchieravamo e ridevamo da buoni vecchi amici, mi sentivo sicura, finalmente rilassata, mi sembrava di non dover chiedere nulla alla vita in quella sera così particolare e impregnata di pace, che si stava consumando sotto un cielo stellato. Finché qualcuno non aveva picchiettato sulla spalla del mio amico per chiedere: “Adesso posso avere io l’onore?” Appena i miei occhi avevano incontrato i suoi il mio cuore aveva cominciato a battere troppo forte, così forte che sentii un mancamento, ma ero già sorretta dalle sue braccia mentre una canzone troppo nota aveva cominciato a suonare. Lui aveva condotto la danza comprendendo il mio stupore, aspettando forse che tornassi in me. Quando il mio cuore aveva raggiunto un battito quasi normale, mi ero decisa a parlare: “Perché?” Un’unica parola, una domanda che racchiudeva mille rimproveri. “Dovevo tenerti fra le braccia almeno una volta….anche fosse solo per un ballo” e mi aveva guardata sorridendo. “Non hai voluto ascoltarmi!” Vomitai alzando il tono di voce. Mi fece fare una giravolta e mi sussurrò all’orecchio: “Ti desidero più di qualunque cosa al mondo…..ti desidero così tanto che fa male….alla carne e all’anima!” Chiusi gli occhi rabbrividendo, la sua dannata voce mi faceva desiderare di perdermi in lui. Non potevo….lui lo sapeva….ma aveva sempre avuto difficoltà ad accettarlo e per sopravvivenza mi aveva cucito addosso colpe e attribuito un modo di essere lontano da me. All’improvviso la mia bocca sfuggì dalla mia volontà e vomitai tutto, ogni cosa, vomitai aggrappandomi a lui in quella danza che sembrava dovesse fonderci in un unico corpo. “Tu non hai mai compreso quanto io ti abbia desiderato, quanto avrei voluto abbandonarmi a te….a quanto io abbia rasentato la follia solo a pensarci…..sei riuscito a fare l’amore con me attraverso la mia mente….io volevo accadesse anche fisicamente…. Ma non posso, non ho mai potuto….perché non hai mai creduto a questo?” Finalmente qualche lacrima scivolò giù. “Perdonami! Ti prego…..perdonami…” lo disse poggiando la sua fronte alla mia, la sua bocca era lì, vicino alla mia e il suo corpo stretto al mio stava parlando più di mille parole e avrei voluto parlasse con il mio senza quei vestiti addosso a separarci. “Devo andare….devo….ma non è mai stato perché eri tu….è stato perché tu sei arrivato in un altro momento….” “Quello sbagliato?” “Quello che la vita ha deciso…..forse perché ci saremmo fatti del male, come è successo….ma voglio sperare in un giorno….” “Il giorno in cui piangerò per averti avuta” Lo accarezzai. “Il giorno in cui potrò liberamente fare questo!” Pressai forte le mie labbra sulle sue e corsi via, lontano, senza voltarmi, con lo stomaco contorto e il cuore di nuovo a galoppare, il cervello in fiamme e il viso bagnato, sperando che almeno stavolta avesse capito e se così non fosse stato, almeno ero riuscita a rubargli un bacio sulla bocca….
Un bacio sullla bocca testo di Scarlett